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	<title>Memorie di un edicolante in triciclo</title>
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		<title>Memorie di un edicolante in triciclo</title>
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		<title>Capitolo17° : Il mare</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Jul 2010 16:07:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un vento caldo soffiava attraverso il finestrino. Alla fine ero arrivato a prenderla. Un maggiolone cabrio, nero fiammante, interno in pelle color panna e una paperella (ereditata dall&#8217;ex proprietario) appiccicata vicino alla griglietta d&#8217;aerazione del motore&#8230;sul posteriore. Quel mattino mi ero vestito e preparato in fretta, avevo buttato qualcosa nella valigia ed ero partito senza [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=memoriedicolantetriciclo.wordpress.com&amp;blog=8735349&amp;post=36&amp;subd=memoriedicolantetriciclo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un vento caldo soffiava attraverso il finestrino.<br />
Alla fine ero arrivato a prenderla. Un maggiolone cabrio, nero fiammante, interno in pelle color panna e una paperella (ereditata dall&#8217;ex proprietario) appiccicata vicino alla griglietta d&#8217;aerazione del motore&#8230;sul posteriore.<br />
Quel mattino mi ero vestito e preparato in fretta, avevo buttato qualcosa nella valigia ed ero partito senza dire niente a nessuno. Volevo andare, viaggiare, sentire la strada che scorreva veloce sotto quelle ruote che ne avevano viste di tutti i colori. La direzione era ignota. Volevo solo andare. Magari al mare. Sedermi sulla spiaggia. Magari fare un castello di sabbia con un bambino conosciuto li&#8230;o farlo aiutandomi con le mie scarpe per scavare più a fondo. E poi alla fine fare un bagno. Un lungo bagno.<br />
Quello che mi portava li non era ancora chiaro dentro di me. Li dentro un abitacolo arroventato dal sole, su un&#8217;autostrada in cui non c&#8217;era un briciolo d&#8217;ombra se non quella fugace dei cavalcavia e degli Autogrill.<br />
Un piccolo malessere. Uno di quelli minuscoli ma intensi. Che ti lasciano sopravvivere ma ti devastano con la loro costanza.<br />
Una scheggia di legno infilata in un dito.  I tagliettini che capita di farsi sfogliando una rivista. Quando le pagine diventano più taglienti di una lama di rasoio.<br />
Beh. Il malessere che sentivo era esattamente quello. E non riuscivo ad ammettere che fosse per un timore che piano piano, con il tempo e le esperienze, stava radicandosi nel mio intimo.<br />
Avevo il terrore dell&#8217;insensibilità.  Il terrore di essere diventato freddo, calcolatore. Di non riuscire più a sentire trasporto per un essere vivente. Una donna.<br />
Per me che l&#8217;amore è sempre stato l&#8217;esplosione di un fuoco d&#8217;artificio nello stomaco ora sentivo che era cambiato qualcosa.<br />
Non capivo ancora se era dettato da una serie di sfortunati eventi ma stava cambiando la mia percezione della vita, dei rapporti umani, del valore di un gesto, di una parola o di un respiro.<br />
Il dettaglio stava diventando un sottile bisogno. La scarpetta di cenerentola era nella sua scatoletta di raso, rinchiusa nella mia mente ma non ne voleva sapere di lasciarsi un po&#8217; andare. Di adattarsi ad una forma anche lievemente diversa.<br />
Errore o non errore quello era il mio pensiero. Volevo il massimo per me. Non un qualcosa di utopico. Non volevo una modella intelligente, sportiva, simpatica e piacevole. Volevo qualcosa che piacesse davvero a me e solo a me. che mi facesse scopiare, esplodere di felicità. Che mi dasse la possibilità di dimostrare a me stesso prima che agli altri, che riuscivo a gestire questa cosa. Un rapporto voluto, incontrato, costruito, basato sul dialogo e sentito da entrambi. Condiviso.<br />
Un camino comune, verso dove non si sa, ma quantomeno comune.<br />
Questi zig-zag mentali distrassero la mia attenzione dal tempo che passava e dalla strada. In men che non si dica, sulle note di &#8220;Somewhere over the rainbow&#8221;, mi ritrovai a sferragliare su un lungomare sconosciuto. Erano passate 5 ore. Non sapevo dove mi trovavo e la strada del ritorno e quel malessere continuava a braccarmi. Dopo un po&#8217; trovai uno spiazzo vuoto vicino al porto e mi fermai. Dalla casa di fianco si sentiva il vociare sommesso di una televisione accesa e di una coppia, molto probabilmente di anziani che, seduti su un terrazzo vista mare, discuteva di qualcosa che non so. Feci il giro della macchina e mi sedetti sul cofano guardando quell&#8217;eterno movimento azzurro.<br />
Tante volte, ancora oggi, mi chiedo perchè il mare mi faccia questo effetto. Non so se fu per il profumo, il movimento, il sole, o forse semplicemente tutto il &#8220;pacchetto&#8221;, quel pomeriggio non risolse tutti i miei problemi ma mi fece star bene. Con me.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/36/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/36/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/36/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/36/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/36/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/36/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/36/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/36/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/36/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/36/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/36/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/36/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/36/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/36/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=memoriedicolantetriciclo.wordpress.com&amp;blog=8735349&amp;post=36&amp;subd=memoriedicolantetriciclo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Capitolo 16°: Me, myself..and I?</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Sep 2009 16:16:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#8220;&#8230;.Era esattamente lì il posto giusto dove essere in quel momento. Da bambino ricordo che i miei segreti si impigliavano nelle rughe di un noce che avevo in giardino. Seduto li sotto sentivo scorrere la vita sotto quella corteccia e, di riflesso, la sentivo scorrere anche dentro di me. Non so bene perchè mi ero [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=memoriedicolantetriciclo.wordpress.com&amp;blog=8735349&amp;post=32&amp;subd=memoriedicolantetriciclo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;&#8230;.Era esattamente lì il posto giusto dove essere in quel momento.<br />
Da bambino ricordo che i miei segreti si impigliavano nelle rughe di un noce che avevo in giardino. Seduto li sotto sentivo scorrere la vita sotto quella corteccia e, di riflesso, la sentivo scorrere anche dentro di me.<br />
Non so bene perchè mi ero affezionato così tanto a quel albero.<br />
Io con gli alberi ho sempre avuto un rapporto particolare. Un rapporto di simpatia.<br />
Prima di tutto, da bambino, li immaginavo come persone dalla capigliatura anni &#8217;70 e questo li dotava già di un punteggio tendente alla &#8220;simpatia estrema&#8221;.<br />
Piccola parentesi: io vedo anche visi sorridenti al posto delle unghie quindi non sono molto normale.<br />
Ricordo che da bambino più di una volta mia nonna mi guardava con aria sconsolata come si fa con quei soggetti per i quali non c&#8217;è più niente da fare.<br />
Ma torniamo dove eravamo rimasti.<br />
Il mio noce oggi è ancora li, più vecchio, un po&#8217; più spelacchiato ma c&#8217;è. Custode instancabile dei miei pensieri e dei tumulti di un bambino di quell&#8217;età.<br />
Ora mi ritrovo nel mio angolino. Un angolo della mia camera diventa un momento di riflessione ogni volta che lo occupo. Non so bene il perchè. Ci giocavo da piccino e ora serve da confessionale con me stesso.<br />
Accucciato li non sapevo ancora bene cosa fare.<br />
Sono solito piantarmi in questi casini inenarrabili per finire in fondo, a fare la scelta sbagliata.<br />
E&#8217; così. Non so ancora bene cosa sono e cosa voglio ma non demordo.<br />
Work in progress. La mia casetta è una favola anche se &#8220;Che fatica pulire&#8221;.<br />
Va beh..farò pratica pian piano&#8230;&#8221;<br />
La lettera per Fede era interminabile. Qualche volta usavamo anche questo metodo per sfogarci sui nostri rispettivi problemi. O anche solo per scrivere come buttava.<br />
Jeff Buckley intonava Grace mentre continuavo a scrivere il flusso dei miei pensieri. A dire la verità nessun foglio avrebbe potuto contenere quello che avrei voluto davvero scrivere. Non sapevo come dove e quando lo avrei avvisato del fatto che avrei voluto trasferirmi a breve. Niente di definitivo ma il desiderio di vivere anche solo per un periodo all&#8217;estero mi attanagliava la gola ormai da qualche tempo.<br />
Avevo deciso, Ero andato su internet e mi ero interessato per andare a vivere a Barcellona. Tutti mi dicevano che era il meglio per i giovani. Era il meglio per vivere. Non volevo cose straordinarie. Volevo solo vivere facendo quello che piaceva a me. Per qualche tempo godermi me stesso interamente per quello che sono. So che sembra un discorso molto egoistico ma sentivo di averne bisogno.<br />
&#8220;&#8230;Tutto questo giro di parole Fede, è per dirti una cosa che mi sta girando in testa da tempo. Ho deciso di trasferirmi via dall&#8217;Italia&#8230;per un po&#8217; non per sempre, ma sento il bisogno di starmene per conto mio e cercare il mio tempo. Il mio battito. Quel ritmo vitale che tutti abbiamo e che pochi riescono a cogliere e valorizzare al massimo. Riuscirò a trovarlo e tornerò credimi. Tengo a te ma devo andare via. Spero capirai&#8230;..&#8221;</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/32/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/32/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/32/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/32/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/32/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/32/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/32/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/32/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/32/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/32/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/32/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/32/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/32/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/32/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=memoriedicolantetriciclo.wordpress.com&amp;blog=8735349&amp;post=32&amp;subd=memoriedicolantetriciclo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Capitolo 15°: Leggere in metropolitana</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Aug 2009 12:28:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Tintinnio di campanellino sopra la porta ed entro nel locale. L&#8217;ambiente è molto carino. La prima cosa che mi colpisce è il profumo: un misto tra caffè e derivati, pasticceria e fiori molto delicato. Le orecchie vengono colpite da un Jacko d&#8217;annata che sta ansimando sulle note di &#8220;Man in the mirror&#8221; Portatile sotto braccio [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=memoriedicolantetriciclo.wordpress.com&amp;blog=8735349&amp;post=28&amp;subd=memoriedicolantetriciclo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tintinnio di campanellino sopra la porta ed entro nel locale.<br />
L&#8217;ambiente è molto carino. La prima cosa che mi colpisce è il profumo: un misto tra caffè e derivati, pasticceria e fiori molto delicato. Le orecchie vengono colpite da un Jacko d&#8217;annata che sta ansimando sulle note di &#8220;Man in the mirror&#8221;<br />
Portatile sotto braccio sono venuto fino a qui solo per concentrarmi in uno dei miei passatempi preferiti: scrivere.<br />
Strano per un edicolante mettersi in un bar, guardare fuori con il proprio portatile davanti e scrivere storie ma, si sa, ognuno è fatto a modo suo e Dio sia lodato che tutto funziona in questo modo.<br />
Sposto la sedia facendo troppo rumore come a mio solito e tutti gli ospiti si girano a guardarmi infastiditi..manco avessi sparato con un revolver contro il muro&#8230;con un pizzico di imbarazzo mi lascio cadere sulla sedia e faccio segno al ragazzo dietro al banco che sono pronto ad ordinare&#8230;so già quello che mi piace&#8230;<br />
Nel tempo (a dire il vero un filo eccessivo) in cui il ragazzo mi giunge davanti al mio tavolo, guardo intorno e godo.<br />
Ho scelto questo bar perchè mi piace. Assolutamente scontata come indicazione, però quantomai vera. Mi piacciono le pareti colorate, il banco a forma arrotondata e con un enorme specchio sotto che riflette il mondo che gli passa davanti.<br />
Mi piacciono le foto in bianco e nero attaccate alle pareti. Tanti volti conosciuti (di jazzisti, musicisti rock, poeti e scrittori) si intrecciano con contadini dalle mani devastate dal legno nodoso dei loro attrezzi e pescatori dal viso segnato dall&#8217;acqua salata. Gli occhi fissi su un punto all&#8217;orizzonte..sognanti e decisi nello stesso tempo&#8230;illusi e disillusi&#8230;insomma&#8230;da pelle d&#8217;oca&#8230;<br />
&#8220;Ciao&#8230;dimmi tutto&#8221; (ndr. il barista è arrivato con estremo ritardo sul binario 8, ma non ce l&#8217;ho con lui&#8230;imparo piano piano il valore del tempo)<br />
&#8220;Si&#8230;ciao&#8230;allora&#8230;fammi, per favore, un caffè americano lunghissimo e mi porti una di quelle ciambelle atomiche che hai dentro alla vetrina&#8230;al cioccolato&#8230;ti da noia se sto qui a lavorare un po&#8217;?&#8221; gli dico guardandolo da sotto gli occhiali che mi metto per non affaticare la vista davanti al monitor.<br />
Sorridendo mi risponde &#8220;figurati&#8230;stai pure quanto vuoi&#8230;ti porto subito quello che mi hai ordinato&#8221; e scompare con un sorriso aperto e l&#8217;&#8221;asciuga-piatti&#8221; che svolazza francato com&#8217;è al grembiule.<br />
Da li inizio a cercare la concentrazione&#8230;mi piace essere immerso nei miei pensieri e pescare a caso da un qualsiasi spunto&#8230;per questo mi guardo parecchio in giro e scruto tutti i movimenti che mi sfiorano attorno.<br />
In una di queste ricognizioni poso lo sguardo su un tavolo accanto (nel frattempo Brian Adams partiva con il suo assolo di chitarra per &#8220;Summer of &#8217;69&#8243; e, in sincrono, i miei indici seguivano la batteria tamburellando sul tavolo) e quello che vedo è semplicemente qualcuno che non avrei mai voluto vedere.<br />
(Le dita si fermano, la bocca si apre in un&#8217;espressione impaurita, lo stomaco si contorce e il cuore prende a battere a un ritmo un po&#8217; troppo sostenuto)<br />
Zoe.<br />
Dopo quella sera, non l&#8217;avevo più vista ma i miei pensieri erano stati a sua completa disposizione per parecchio tempo. Un tempo sofferto, appesantito dal dolore di un amore in cui credevo e che è rimasto senza benzina&#8230;fermo a lato della carreggiata&#8230;.<br />
In quel momento &#8220;Davide&#8221; venne fuori in maniera molto cristallina. Quello che sono e quello che sarò sempre prese il sopravvento. Rimasi fermo dov&#8217;ero. Non la salutai anche se non sapevo se avessi voluto salutarla. Non le parlai anche se non sapevo se avessi voluto parlarle.<br />
Di pietra la guardai aspettare il suo accompagnatore, baciarlo e bere qualcosa insieme&#8230;poi si alzarono, mi guardarono entrambi ridendo e uscirono dal bar senza pensieri&#8230;almeno apparenti&#8230;<br />
Rimasi li.<br />
Non ero paralizzato perchè ancora innamorato di lei o colpito&#8230;il problema era il dolore che mi aveva fatto quell&#8217;essere umano&#8230;La cosa che mi colpisce di queste situazioni è il dolore gratuito..provocato per un motivo non spiegato, con una lucidità tale che disarma..che rende incapaci di una reazione&#8230;.<br />
Il mio caffè era davvero buono e mi aiutò a riprendere tutte le funzioni fino a quando mi venne l&#8217;ispirazione..<br />
Quel pomeriggio le mie mani andarono da sole per più di due ore in quell&#8217;ambiente unico, dopo una sensazione particolare che mi aveva scosso.<br />
Non so ancora bene perchè ma le mie corde erano state pizzicate e mi sentivo in forma&#8230;scrissi un pezzo sulla libertà di sentimento..sulla coerenza e sul rispetto e mi uscì bene&#8230;<br />
Ero talmente che impegnato che non mi accorsi nemmeno dei gruppetto di persone che, attirate dal mio smanettare fitto fitto, si erano avvicinate piano piano, di sedia in sedia, per sbirciare sul mio video&#8230;un po&#8217; come in metro&#8230;uno compra il giornale e tutti leggono&#8230;!</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/28/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/28/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/28/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/28/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/28/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/28/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/28/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/28/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/28/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/28/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/28/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/28/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/28/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/28/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=memoriedicolantetriciclo.wordpress.com&amp;blog=8735349&amp;post=28&amp;subd=memoriedicolantetriciclo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Capitolo 14°:  Io e lei</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Jul 2009 16:53:05 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[   Pomeriggio, ore 15.30 &#8211; 37° all&#8217;ombra &#8211; Milano Lorenzo Preso dalla foga di averla vista mi sono anche dimenticato di dirle come mi chiamavo. Stupido Stupido Stupido. Scusatemi. Uno sfogo per non aver detto la cosa giusta al momento giusto. Mi sento stupido. Lei è passata qui davanti mentre ero appollaiato sul banco come [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=memoriedicolantetriciclo.wordpress.com&amp;blog=8735349&amp;post=21&amp;subd=memoriedicolantetriciclo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><em> <img class="aligncenter size-full wp-image-26" title="Io e lei" src="http://memoriedicolantetriciclo.files.wordpress.com/2009/07/divisi2.jpg?w=300&#038;h=253" alt="Io e lei" width="300" height="253" /></em></p>
<div><em> </em><em>Pomeriggio, ore 15.30 &#8211; 37° all&#8217;ombra &#8211; Milano</em></div>
<p><strong>Lorenzo</strong></p>
<p style="text-align:left;">Preso dalla foga di averla vista mi sono anche dimenticato di dirle come mi chiamavo. Stupido Stupido Stupido.<br />
Scusatemi. Uno sfogo per non aver detto la cosa giusta al momento giusto. Mi sento stupido.<br />
Lei è passata qui davanti mentre ero appollaiato sul banco come al solito, in attesa di qualche pennellata di colore alla mia giornata.<br />
Beh mi ha sparato addosso un idrante di colori.<br />
Vestita in maniera semplice ma attraente come non mai, sorriso al massimo della sua estensione, si è presentata chiedendomi semplicemente un cambio in moneta. Ho cercato di dire qualcosa, di fare il simpatico&#8230;si insomma&#8230;di parlare&#8230;ma&#8230;<br />
Dico solo che in 10 minuti le monete mi sono cadute 2 volte, ho sbagliato a contare prendendo i 50 cent per 20 cent e sono diventato rosso 13 volte. Che imbecille.<br />
Non è la prima volta che passa da me. Avevamo già parlato del più e del meno, senza troppe pretese e non mi pare di aver colpito più di tanto. Però lei&#8230;mi piace parecchio&#8230;si lo ammetto&#8230;mi incuriosisce parecchio&#8230;mi piace come si muove e come allarga la sua bocca fino a farla esplodere in una risata&#8230;Mi piacciono i suoi occhi che, come fuochi d&#8217;artificio si aprono e si chiudono seguendo il filo delle sue parole e dei suoi pensieri&#8230;.Non so se sarà un&#8217;altra di quelle cottarelle stile &#8220;elementari&#8221;..so solo che voglio fare qualcosa ma come al solito mi trovo imprigionato nella paura di sbagliare, di fare un passo avventato, o troppo presto o troppo tardi&#8230;.non so&#8230;vedrò&#8230;certo è che se mi inizia a dire che va tutte le domeniche in chiesa e il Papa è la persona migliore del mondo&#8230;beh&#8230;NO!</p>
<p><strong>Chiara<br />
</strong><br />
Però&#8230;carino! Un po&#8217; imbranato nei movimenti (gli sono cadute le cose un sacco di volte) però mi è sembrato dolce. Come pochi con i quali ho parlato fino ad ora. Peccato che avessi solamente su quella stupida canottiera e quei pantaloni che mi fanno un culo enorme. E le scarpe?ma sono impazzita?morale&#8230;avrò fatto la figura della scema.<br />
Dannazione!<br />
C&#8217;è da dire comunque che anche lui è strano forte&#8230;mi piace&#8230;a parte che è molto divertente, carino d&#8217;aspetto anche se è un po&#8217; troppo magro&#8230;ha dei begli occhi profondi e soprattutto le mani curate&#8230;<br />
Ho anche scoperto come si chiama&#8230;una sua cliente mentre ero dentro l&#8217;ha chiamato Lory&#8230;bah&#8230;sarà Lorenzo?va beh&#8230;io d&#8217;ora in poi lo chiamo Lorenzo&#8230;magari poi la prossima volta si presenta e scopro l&#8217;arcano&#8230;speriamo perchè se aspetta che io faccio un passo&#8230;uff&#8230;aspetta e spera&#8230;.io ora mi giro e me ne vado&#8230;se mi guarda il sedere è finita..ci metto una croce sopra&#8230;vuol dire che un porco superficiale&#8230;.1,2 eeee&#8230;.<br />
Mi sono girata di scatto ma era con gli occhi sul cliente dopo di me&#8230;mi ha guardata solo dopo che mi sono girata sorridendomi e alzando la mano in segno di saluto&#8230;oddio&#8230;è l&#8217;uomo per me&#8230;</p>
<p><strong>Lorenzo</strong></p>
<p>Meno male che ho giocato a basket e mi hanno insegnato a guardare con la coda dell&#8217;occhio il mondo che mi circonda.<br />
E&#8217; fatta bene. Guardandola nel suo insieme è fatta davvero bene. Ha un bel corpicino, una bella schiena e delle belle spalle&#8230;le altre parti mi interessano meno&#8230;<br />
Mi ha fatto sorridere quando è entrato quel cliente che ha comprato l&#8217;Avvenire (ndr. Giornale cattolico)&#8230;era tutta presa ad ascoltare questo signore che, pregno di fede, illuminava tutti sul valore della vita&#8230;alla fine un bel &#8220;ma va a cagher&#8221; mi ha fatto innamorare di lei&#8230;sono ormai ai suoi piedi&#8230;è la donna per me ma ce la farò a parlarle??mi si sbloccheranno le labbra dal torpore misto ad ansia che mi prende in quei momenti?bah&#8230;</p></div>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/21/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/21/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/21/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/21/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/21/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/21/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/21/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/21/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/21/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/21/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/21/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/21/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/21/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/21/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=memoriedicolantetriciclo.wordpress.com&amp;blog=8735349&amp;post=21&amp;subd=memoriedicolantetriciclo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Io e lei</media:title>
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		<title>Capitolo 13°: Unhappy meal</title>
		<link>http://memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/2009/07/04/capitolo-13%c2%b0-unhappy-meal/</link>
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		<pubDate>Sat, 04 Jul 2009 15:05:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dadonet82</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Il bello di quando finisce una storia d&#8217;amore è che ti senti soffocato dalla libertà.E&#8217; paradossale. In quel periodo soffrivo come un cane senza alcun dubbio e il mio ultimo pensiero era il sesso femminile.Però percepivo quella sensazione di briglia sciolta che rende leggeri.Non ero mai stato controllato da Zoe ne disturbato dalle sue telefonate [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=memoriedicolantetriciclo.wordpress.com&amp;blog=8735349&amp;post=18&amp;subd=memoriedicolantetriciclo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il bello di quando finisce una storia d&#8217;amore è che ti senti soffocato dalla libertà.<br />E&#8217; paradossale. In quel periodo soffrivo come un cane senza alcun dubbio e il mio ultimo pensiero era il sesso femminile.<br />Però percepivo quella sensazione di briglia sciolta che rende leggeri.<br />Non ero mai stato controllato da Zoe ne disturbato dalle sue telefonate o improvvisate, ma il fatto di essere single portava risvolti incredibili.<br />Per 1 mese circa, almeno 2 volte a settimane andai a mangiare da McDonald&#8217;s. Io ho sempre odiato gli hamburger e le patatine di quel posto. Anche solo l&#8217;odore che usciva da quelle cucine foderate di ragazzi dagli occhi senza stimolo, mi nauseava e deprimeva.<br />In quei giorni no.<br />Mi sedevo a un tavolino negli orari meno battuti (dalle 9.30 alle 11.30) e la scelta era sempre tra:<br />- colazione con caffè americano e ciambella<br />- pranzo con hamburger, patatine e una bibita fresca<br />Anche solo quel farmi male senza motivo, mi faceva sentire completo&#8230;vivo.<br />In un periodo in cui la mia vita aveva preso troppa velocità per tenerne il controllo, mi sembrava di riuscire quantomeno a rallentare un po&#8217;.<br />Non era molto, lo so, ma era qualcosa e già questo mi aiutava.<br />Mi ritrovavo davanti a una parete ripida da scalare con pochissimi appigli e me li dovevo giocare bene per non rischiare di cadere a terra.<br />Il tempo passava rapido senza che io me ne accorgessi perchè avevo perso totalmente il contatto con la realtà che stavo vivendo.<br />Il negozio aveva ripreso ad incassare bene e gli affari andavano a gonfie vele.<br />Avevo tanti progetti nella testa ma era come se sopra tutti questi, ci fosse una cappa di nuvoloni neri che non lasciava entrare luce.<br />Senza luce è difficile far crescere i progetti o anche solo vederli.<br />Fortunatamente arrivò in mio soccorso Federico.<br />Avevo scelto una quindicina di giorni ad agosto per starmene a casa e fare qualche lavoretto rimandato da troppo tempo. Avrei dovuto dare una imbiancata qua e là e fare il grosso delle pulizie che durante l&#8217;anno erano rese difficili dal tempo, sempre strettissimo.<br />Sapevo che sarebbe stato un lavoro immane ma ero convinto che mi sarebbe servito per non rimanere fermo a pensare.<br />Si perchè erano gli spazi bianchi a fregarmi.<br />Un dolore, una delusione o comunque una qualsiasi fase della vita che viviamo in maniera negativa, esiste grazie agli &#8220;spazi bianchi&#8221; che ce la fanno vedere&#8230;come le parole esistono perchè esistono le pause piuttosto che la musica rispetto al silenzio.<br />E&#8217; importante che quei momenti vengano affrontati, fatti decantare dentro di noi&#8230;<br />Il tempo aiuta a far passare tutti i mali che siano fisici o dell&#8217;anima o del cuore.<br />&#8220;Dai prendi su quattro cose e buttale in borsa che partiamo per un week end. Al tuo ritorno le cose non saranno peggiorate, avrai sicuramente meno tempo ma ti sarai risposato di più&#8230;&#8221;<br />Fede era intento a farsi un panino con quel poco che c&#8217;era in frigo.<br />Lo scrutai da dietro lo schermo del computer e gli dissi &#8220;Oh si&#8230;certo&#8230;io prendo vado, torno, disfo e forco come meglio credo&#8230;non ho degli obblighi&#8230;posso chiedere le ferie e andarmene vero??&#8221; il tono era sarcastico ma sapevo che se gliel&#8217;avessi chiesto, Ivan mi avrebbe sostituito per un paio di giorni&#8230;aveva bisogno di lavorare e qualche straordinario gli faceva sicuramente comodo&#8230;<br />Poi il fatto di andare via per qualche giorno avrebbe aiutato anche Fede a riprendersi dal periodo duro che stava passando.<br />Aveva iniziato una terapia per la disintossicazione in una comunità della periferia di Milano.<br />Era dura avere a che fare con altre persone che avevano i suoi stessi problemi per motivazioni molto più gravi delle sue.<br />Più di una volta, infatti, mi aveva confessato di essersi sentito uno stupido a conciarsi così per una storia d&#8217;amore finita quando li c&#8217;erano casi limite incredibili&#8230;da pelle d&#8217;oca.<br />Così il giorno dopo, senza sapere ancora bene se stessi facendo bene o male, mi ritrovai sulla mini di Federico in direzione di un posto ancora ignoto (ho sperato per tutto il viaggio lo fosse solo per me, vista la difficoltà a trovar la strada che aveva quel povero ragazzo) con un piccolo bagaglio concreto e un grandissimo bagaglio di pensieri e sensazioni, che ancora oggi non riesco bene a descrivere.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/18/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/18/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/18/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/18/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/18/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/18/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/18/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/18/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/18/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/18/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/18/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/18/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/18/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/18/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=memoriedicolantetriciclo.wordpress.com&amp;blog=8735349&amp;post=18&amp;subd=memoriedicolantetriciclo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Capitolo 12°: Scacco al cuore</title>
		<link>http://memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/2009/06/27/capitolo-12%c2%b0-scacco-al-cuore/</link>
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		<pubDate>Sat, 27 Jun 2009 03:37:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dadonet82</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Tutto era naufragato.Dopotutto la vita è così. Un giorno sei felice, completato da una persona che pensi/credi con tutto te stesso che ti ami e ti rispetti e il giorno dopo ti ritrovi solo in un&#8217;auto a correre per strade sconosciute.Senza un motivo apparente.E&#8217; una sensazione che ho provato tantissime volte e con Zoe era [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=memoriedicolantetriciclo.wordpress.com&amp;blog=8735349&amp;post=17&amp;subd=memoriedicolantetriciclo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tutto era naufragato.<br />Dopotutto la vita è così. Un giorno sei felice, completato da una persona che pensi/credi con tutto te stesso che ti ami e ti rispetti e il giorno dopo ti ritrovi solo in un&#8217;auto a correre per strade sconosciute.<br />Senza un motivo apparente.<br />E&#8217; una sensazione che ho provato tantissime volte e con Zoe era successo ancora.<br />Incredibile. Per la prima volta nella mia vita ero stato sicuro di quello che potevo dare e di quello che stavo prendendo. Come un contadino assorto nel suo lavoro, coglievo i frutti di quell&#8217;amore che avevo sognato da troppo tempo e che piano piano si erano rivelati a volte marci e a volte immaturi.<br />Quella sera non verrà mai più cancellata dalla mia memoria.<br />Come al solito ero in vena di sorprese e mi ero messo in testa di portarla a cenare fuori per festeggiare. Non era una ricorrenza particolare. Non era un anniversario ne altro. Era solo una celebrazione di quanto era importante per me in quel momento. Lei. Odio la ricorrenza pre-determinata. Si intuisce?<br />Quella sera tornai a casa da lavoro con una sensazione strana nello stomaco. A posteriori dico che era il sesto senso che mi perseguita. Quel senso che pizzica&#8230;come l&#8217;uomo ragno quando si trova in pericolo.<br />Lo stomaco mi si contorceva. E tutto perchè, dentro me, sapevo perfettamente che stava accadendo qualcosa, senza capirne il motivo.<br />Il regalo consisteva (viste le mie finanze ristrettissime) in una cenetta a lume di candela. Tutto qui? Il seguito sarebbe stato un viaggio a Varenna per stappare una bottiglia di spumante in riva al lago.<br />Si&#8230;tutto qui&#8230;niente di particolare quindi. Era bello però fare il tutto con lei.<br />Ci sono dei momenti in cui ti trovi talmente bene con qualcuno, che vorresti fare tutto con lui.<br />Dove tutti i propri &#8220;vorrei&#8221; sono legati indissolubilmente a una figura. E&#8217; inutile prendersi in giro con frasi del tipo &#8220;è importante l&#8217;individualità della persona&#8221;<br />Attenzione. Non che non sia daccordo sul fatto che è fondamentale crearsi una propria individualità a prescindere da chi ci stia accanto. Ma qui si sta parlando di un&#8217;altra cosa.<br />Di quel desiderio di vedere come reagisce il proprio partner (odio questa parola però ho dovuto usarla per non fare ripetizioni), alle diverse situazioni della vita. Anche solo prendere tra coltello e forchetta un&#8217;oliva e vederla partire, volteggiando tra i tavoli di un ristorante, diventa un&#8217;occasione unica per conoscerci e innamorarsi.<br />Rinnovare quel sentimento che fa da cemento tra due persone.<br />Quando arrivai sotto casa sua avvenne il pa-ta-trak.<br />Uno sguardo fugace, più verso un punto indefinito alle mie spalle, che alla mia figura e una frase poco più che sussurrata&#8221;Dobbiamo parlare&#8221;<br />In un solo momento tutti i miei sogni e le mie convinzioni erano fuggite via.<br />Quel muro di sicurezza, quella coltre di calore che avevo racimolato in poco più di 6 mesi di rapporto, era crollata senza alcuna difficoltà sotto quella mazzata.<br />Seduto ora davanti a quel volante che girava a dx e a sx senza senso, non sapevo più cosa volessi. Chi ero?<br />Cosa avrei dovuto fare?<br />Tornando per un attimo nel mondo reale, mi accorsi che ero arrivato nella zona di Montevecchia.<br />Ero fermo ad un semaforo e le nuvole in cielo facevano da cornice a un sole che ormai era prossimo alla linea dell&#8217;orizzonte. O meglio&#8230;delle montagne..E&#8217; praticamente impossibile vedere, per chi abita in città, i tramonti che hanno la fortuna di vedere gli abitanti di paesini arroccati sul mare.<br />E io ora avevo bisogno di quello. Avevo bisogno di un&#8217;immagine di fusione per consolare la mia anima strappata. Come fare?<br />Innestai la prima e iniziai la salita verso il solito parcheggio che porta, dopo una passeggiata di 5 minuti a piedi, al punto più alto della collina. Era l&#8217;unico modo.<br />Nel frattempo mi rintanai ancora tra i miei pensieri. Solo li mi sentivo protetto, senza dolore, come anestetizzato dal pensiero stesso di quel motivo, che ancora cercavo e apparentemente non c&#8217;era.<br />Nel frattempo la strada scorreva veloce sotto di me e il sole era diventato solo un riflesso rosso che incendiava l&#8217;immensità azzurrina del cielo.<br />Poche rondini si attardavano a svolazzare qua e là sopra le macchine parcheggiate ai lati della strada.<br />Mi ritrovai in un baleno a fare la scalinata finale.<br />Il fiatone iniziò a crescere mentre, gradino dopo gradino cresceva la mia disperazione.<br />Avevo spesso questi momenti che somigliavano più alla reazione per la morte di una persona cara piuttosto che a quello che stavo realmente vivendo.<br />Ero svuotato, mi sentivo inutile&#8230;non sapevo davvero darmi tregua&#8230;avevo speso 6 mesi di sussurri, speranze, sentimento e profondità, in una persona che aveva spazzato via tutto in un attimo.<br />Forse era proprio morto qualcosa dentro me&#8230;.una parte del mio cuore.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/17/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/17/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/17/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/17/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/17/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/17/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/17/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/17/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/17/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/17/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/17/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/17/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/17/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/17/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=memoriedicolantetriciclo.wordpress.com&amp;blog=8735349&amp;post=17&amp;subd=memoriedicolantetriciclo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Ritornare&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Jun 2009 17:04:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dadonet82</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Se aspettavo ancora un po&#8217;, le pagine di questo &#8220;e-book&#8221; già di per se ingiallite, si sarebbero sgretolate senza ritegno.Eccomi qui.Tornato da Dado&#8217;s Pages (mio blog ufficiale) per cercare di dare un senso compiuto alla storia tra Lorenzo e Zoe.Ci provo, senza pretendere di scrivere un best seller&#8230;solo qualche sensazione che passa e lascia brividi [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=memoriedicolantetriciclo.wordpress.com&amp;blog=8735349&amp;post=16&amp;subd=memoriedicolantetriciclo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se aspettavo ancora un po&#8217;, le pagine di questo &#8220;e-book&#8221; già di per se ingiallite, si sarebbero sgretolate senza ritegno.<br />Eccomi qui.<br />Tornato da Dado&#8217;s Pages (mio blog ufficiale) per cercare di dare un senso compiuto alla storia tra Lorenzo e Zoe.<br />Ci provo, senza pretendere di scrivere un best seller&#8230;solo qualche sensazione che passa e lascia brividi e segni indelebili dentro me.<br />Mi pare che qualcuno scrivesse &#8220;Il mio amore addosso come una bestia nuda&#8221;&#8230;mi pare nella mia immensa ignoranza che fosse Eluard&#8230;come una bestia nuda&#8230;e come tale lascia segni, brividi e può fare anche carezze&#8230;.<br />Vediamo cosa combinerà questa bestia nelle prossime pagine.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/16/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/16/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/16/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/16/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/16/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/16/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/16/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/16/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/16/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/16/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/16/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/16/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/16/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/16/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=memoriedicolantetriciclo.wordpress.com&amp;blog=8735349&amp;post=16&amp;subd=memoriedicolantetriciclo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;ora X è arrivata&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Sep 2008 07:32:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dadonet82</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci siamo..penso di essere arrivato al momento X&#8230; Da oggi inizierò la revisione totale e la correzione della bozza che avete letto qui sotto&#8230;con i vostri suggerimenti e dimostrazioni di apprezzamento mi avete dato la forza necessaria per mettermi in ballo&#8230;e ora inizio a ballare&#8230;I primi passi saranno impacciati e indecisi..poi piano piano spero di [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=memoriedicolantetriciclo.wordpress.com&amp;blog=8735349&amp;post=15&amp;subd=memoriedicolantetriciclo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci siamo..penso di essere arrivato al momento X&#8230;</p>
<p>Da oggi inizierò la revisione totale e la correzione della bozza che avete letto qui sotto&#8230;con i vostri suggerimenti e dimostrazioni di apprezzamento mi avete dato la forza necessaria per mettermi in ballo&#8230;e ora inizio a ballare&#8230;<br />I primi passi saranno impacciati e indecisi..poi piano piano spero di diventare sempre più bravo&#8230;<br />Colgo l&#8217;occasione per ringraziarvi tutti&#8230;<br />Let&#8217;s write now&#8230;</p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/15/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/15/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/15/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/15/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/15/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/15/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/15/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/15/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/15/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/15/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/15/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/15/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/15/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/15/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/15/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/15/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=memoriedicolantetriciclo.wordpress.com&amp;blog=8735349&amp;post=15&amp;subd=memoriedicolantetriciclo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Capitolo 11°: Mosca cieca</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Apr 2008 13:55:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dadonet82</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Era veramente un periodo pessimo.A parte la situazione con Fede, con Zoe il rapporto era arrivato a un punto importante.Una di quelle situazioni che fanno capire se la persona che hai accanto è giusta per te.Il fatto di non essere ancora capace di dare con continuità un valore importante alla mia persona era un ostacolo.In [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=memoriedicolantetriciclo.wordpress.com&amp;blog=8735349&amp;post=14&amp;subd=memoriedicolantetriciclo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Era veramente un periodo pessimo.<br />A parte la situazione con Fede, con Zoe il rapporto era arrivato a un punto importante.<br />Una di quelle situazioni che fanno capire se la persona che hai accanto è giusta per te.<br />Il fatto di non essere ancora capace di dare con continuità un valore importante alla mia persona era un ostacolo.<br />In tutti i campi tutto ciò che facevo era nullo e i miei bisogni passavano sempre e comunque in secondo piano rispetto a tutto il resto. Sembrava come se nel momento in cui stavo insieme a una persona il mio Io, lasciasse il posto al NOI.<br />Era arrivato il momento di cambiare totalmente questo mio comportamento. Era un discorso di onestà prima con me stesso e poi con Zoe.<br />Leggevo e leggo tutt&#8217;oggi molto. Cerco di ritagliarmi spazi nelle lunghe giornate passate tra carta stampata e clienti impazziti per le riviste low cost, per impare.<br />Tra tutte le parole che ho letto, mi è rimasto impresso un discorso che oggi tengo ben presente.<br />La cosa bella della coppia è sapersi a memoria. In francese e in inglese &#8220;studiare a memoria&#8221; si dice &#8220;par coeur&#8221; e  &#8220;by heart&#8221;. Con il cuore, traducendo letteralmente. Una poesia ad esempio, si imparerà, quindi, &#8220;con il cuore&#8221;.<br />La poesia essendo perfezione della parola contiene un ritmo. Quando si legge e si impara, si deve unire il ritmo delle parole a quello del cuore (by heart o par coeur) e insieme si da vita a un terzo ritmo che fa diventare unico quel testo.<br />Questo è quanto dovrebbe succedere nella coppia.<br />Non uno che segue il ritmo dell&#8217;altro ma tutti e due insieme che danno ritmo e il risultato è un terzo territorio che non è ne di uno ne dell&#8217;altro ma appartiene a tutti e due. Sapersi a memoria non significa quindi cadere nella routine degli stessi movimenti, ma carpire ogni giorno la sfumatura che li rende diversi da tutti gli altri e quindi irripetibili e stupendi.<br />Con Zoe ero caduto in errore. Per rimanerle vicino e cercare di esserle utile, cercavo di interpretare segni e parole, prendendo decisioni che alla fine non erano quelle giuste o che lei cercava.<br />Tutto questo veniva fuori dalla mentalità che mi era stata inculcata dal mondo che avevo frequentato prima di lei: quando non si parlava chiaramente, bisognava arrivarci da soli.<br />Molto più giovane e immaturo, avevo barattato il mio modo di essere per la paura di rimanere da solo.<br />Da quell&#8217;esperienza avevo imparato a non limitare i miei sentimenti e i miei pensieri e a non mettermi da parte. perchè le mie esigenze riguardavano anche la persona che avevo accanto e viceversa.<br />Il fatto è che dopo quell&#8217;esperienza, il lavoro mi aveva inghiottito, non dandomi la possibile di avere confronti con altri, rispetto a questo mio pensiero.<br />Risultato?Con Zoe ci ero ricaduto diventando quello che non voglio essere.<br />Un ragazzo che le piaceva incredibilmente e a cui voleva un bene dell&#8217;anima, che non riusciva a togliersi dalle sue seghe mentali. Almeno fino ad allora.<br />Un giorno, dopo aver passato il pomeriggio a discutere proprio di questo, mi ritrovai ad aprire la porta di casa abbracciato dal magone.<br />Un magone denso. Il magone che penso abbia solo una mosca che continua a sbattere contro il vetro che la separa dalla libertà.<br />Continuavo a prendere la rincorsa del cambiamento ma mi trovavo a sbattere contro la paura. Non sapevo di cosa. Ed era la cosa più scema del mondo. Passai buona parte del pomeriggio sotto le coperte. Come un bambino capriccioso cercavo di capire qualcosa che mi sfuggiva e non riuscivo a prendere. <br />Dopo un oretta ero sotto la doccia, cercando in quel getto d&#8217;acqua bollente una risposta che tardava ad arrivare.<br />Pochi minuti ed ero davanti al video del portatile. Cosa ci facevo li, cosa volevo e cosa cercavo non lo so ancora oggi. Confuso, incazzato con me stesso e deluso, iniziavo a vedere una piccola crepa nel vetro. Vedevo davanti a me una corda e dovevo prenderla. Sentivo di dover cambiare qualcosa. Sentivo di dover crescere. Immerso in quei pensieri non avevo quasi sentito il telefono vibrare. Era un suo messaggio. La crepa era immensa ormai. Bastava una piccola spallata e tutto sarebbe crollato. Sarei rimasto nudo. La mia anima si sarebbe aperta come quando si rompe il guscio di una noce. Rompendosi avrebbe rivelato me stesso. Quel me stesso di cui lei si era innamorata e che da troppo tempo non usciva.<br />Come mi è stato sempre insegnato, mi allontanai un momento da questi pensieri per valutarne la grandezza e il valore.<br />Tutte le mie incertezze in quel momento si fecero avanti. Una per una le presi e le valutai.<br />Erano senza fondamento. Si sgretolarono piano piano davanti ai miei occhi umidi di pianto.<br />Io stavo mettendo in discussione tutto quello che avevo, dai miei amici alla persona che amavo, per delle idee senza base.<br />La rincorsa era iniziata.<br />La spallata fu secca e mi provocò in bocca un sapore acre. Come quello che rimane dopo un pianto dirotto di felicità. Avete mai sentito quella sensazione?quel sapore che rimane tra gli ultimi singhiozzi. Mi ritrovai dall&#8217;altra parte completamente inerme, senza corazza e un po&#8217; infreddolito nel buio.<br />Bzzzzzz&#8230;.Bzzzzzz&#8230;Bzzzz&#8230;.<br />&#8220;Pronto&#8230;&#8221;<br />&#8220;Ciao&#8230;come va?&#8221;<br />&#8220;Benino&#8230;Perdonami&#8230;per come sono stato&#8230;ora ho da raccontarti una storia..hai 5 minuti?parla di spallate e vetri&#8230;!&#8221;<br />&#8220;Spallate e vetri?Hai bevuto?!ihih&#8221;<br />&#8220;Inizio eh&#8230;&#8221;</p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/14/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/14/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/14/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/14/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/14/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/14/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/14/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/14/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/14/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/14/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/14/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/14/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/14/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/14/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/14/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/14/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=memoriedicolantetriciclo.wordpress.com&amp;blog=8735349&amp;post=14&amp;subd=memoriedicolantetriciclo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Capitolo 10° : Di male in peggio</title>
		<link>http://memoriedicolantetriciclo.wordpress.com/2008/03/02/capitolo-10%c2%b0-di-male-in-peggio/</link>
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		<pubDate>Sun, 02 Mar 2008 13:05:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dadonet82</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;&#8230;Sempre resterai nella mia mente. Sempre. Sempre. Tu sei il mio regalo e sei per sempre&#8230;&#8221;.Antonello Venditti intonava alla radio Regali di Natale. Strano sentire una canzone così dolce arrivare alle mie orecchie nella sala d&#8217;aspetto di un dottore. La ragazzina dietro la scrivania, ammiccante come non mai al mio ingresso in studio, mimava con [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=memoriedicolantetriciclo.wordpress.com&amp;blog=8735349&amp;post=13&amp;subd=memoriedicolantetriciclo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;&#8230;Sempre resterai nella mia mente. Sempre. Sempre. Tu sei il mio regalo e sei per sempre&#8230;&#8221;.<br />Antonello Venditti intonava alla radio Regali di Natale. Strano sentire una canzone così dolce arrivare alle mie orecchie nella sala d&#8217;aspetto di un dottore. La ragazzina dietro la scrivania, ammiccante come non mai al mio ingresso in studio, mimava con la bocca le parole sbagliandole tutte.<br />Normale amministrazione per una che a una prima analisi distratta avrà avuto si e no quoziente intellettivo -23. I quadri appesi alle pareti erano tutte stampe di opere di Modigliani. Due erano uguali. Ritraevano lo stesso soggetto. Una donna, collo lungo tipico, occhi azzurri e nient&#8217;altro. Sorrisi tra me e me pensando che assomigliavano vagamente a una mia cliente.<br />D&#8217;improvviso l&#8217;interfono si accese e una voce gracchiante chiamò il mio numero: 23&#8230;..23&#8230;<br />Mi alzai di scatto e imboccai la porta.<br />L&#8217;ufficio del dottore era completamente bianco. Bianche le pareti, la libreria traboccante di tomi pesantissimi, il lettino con la perenne carta assorbente tirata sopra e bianco il dottore. Pallido come un cencio e perfettamente in tinta con il camice.<br />Dottor Mariani specialista in malattie epatiche e grande esperto di alcolismo.<br />Il nome me l&#8217;aveva fornito Zoe dopo averle raccontato di come ridotto Fede.<br />Uno sguardo distratto da sotto gli occhiali lasciati mollemente sulla punta estrema del naso  e una frase fredda e automatica &#8220;Si accomodi..prego&#8221; indicando una sedia di acciaio con i cuscini sullo schienale e sul sedile marroni.<br />&#8220;Grazie&#8221;.<br />&#8220;Mi scusi che devo finire di aggiornare la cartella del paziente che ha visto uscire..nel frattempo se vuole iniziare a parlare io la ascolto..&#8221;.<br />Quelle parole dette dal dottore mi irritarono. Come cavolo si faceva a trattare un argomento come la salute di un essere umano facendo altro? &#8220;Mi scusi dottore ma preferisco attendere che si dedichi completamente a me visto che la persona di cui stiamo parlando sta rischiando veramente di andare all&#8217;altro mondo&#8230;se non è daccordo non ci sono problemi&#8230;&#8221; e feci per alzarmi e andarmene.<br />Il dottore mi guardò incredulo, arrossì e mi disse &#8220;No no mi scusi&#8230;allora attenda un attimo che finisco di scrivere una riga e sono da lei&#8230;&#8221;<br />Dopo qualche minuto lo vidi dare un colpo ben assestato al tasto di Invio e tirare un gran sospirone. Poi con un gran sorriso si tolse gli occhiali e si diede una grattata tra i capelli sale e pepe guardandomi intensamente.<br />&#8220;E&#8217; un parente del soggetto?&#8221; mi disse con espressione grave.<br />Per la seconda volta sentii un morso acido allo stomaco. Zoe mi aveva detto di aver già mandato la cartella clinica di Fede a Mariani e di averle spiegato già chi ero e questo suo comportamento era inaccettabile per i miei nervi scossi. Stavo perdendo progressivamente una delle poche persone nella mia vita capace di stravolgere le mie convinzioni e lui trattava l&#8217;argomento con un distacco allucinante. Con uno scatto in avanti mi ritrovai in un batter d&#8217;occhio a pochi centimetri dal suo naso con il mio indice &#8220;Ascolta un po&#8217; burocrate di merda..se tu sei abituato a vedere &#8220;soggetti&#8221; che schiattano a me non tocca..Io sono la persona che ti ha presentato la dott. Rossi..ora o mi dici cosa bisogna fare per far smettere di bere Federico o ti gonfio&#8230;Hai capito bene&#8230;Federico non un soggetto qualsiasi&#8230;Fe-de-ri-co&#8230;&#8221;<br />Feci questo monologo d&#8217;un fiato diventando piano piano bordeaux e con gli occhi stralunati&#8230;però servì..<br />Il dottore si staccò un pochino dallo schienale della sua poltroncina al quale si era avvinghiato temendo il peggio e mi guardo di traverso.<br />&#8220;Il suo amico l&#8217;altra sera non ha bevuto solamente. Il problema è stato un cocktail di cocaina e wisky. Federico è tossicodipendente da un bel po&#8217; da quanto hanno evidenziato gli esami&#8221; dicendo questa frase mi guardo allarmato impaurito dalla mia possibile reazione a queste parole meccaniche.<br />Io ero impietrito. Mai e poi mai avrei pensato che Fede facesse uso di droghe. Tantomeno di coca. Senza proferir parola uscii da quello studio e me ne andai.<br />Quella giornata sarebbe stata lunga e faticosa.  E io non ero dell&#8217;umore giusto per sentire altre cose brutte.</p>
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